Paolo Crucianelli

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Domenica, all’ora di pranzo, Abderrahim Fakir, quarantaduenne di origine marocchina, è morto al Pilastro di Bologna al culmine di un intervento di polizia: segnalato dai residenti in stato di escandescenza, è stato contenuto a terra e ammanettato da due agenti, alla presenza dei sanitari del 118 nel frattempo accorsi. Comunque siano andate le cose, resta un fatto tragico: un uomo è morto durante un’operazione condotta in nome dello Stato, e la città ha il diritto di sapere perché.

Come è stato ucciso Abderrahim Fakir

Gli strumenti per saperlo ci sono tutti: le bodycam degli agenti sono già nelle mani della Procura, l’autopsia è stata disposta, e i due poliziotti con i quattro operatori sanitari risultano iscritti non nel registro degli indagati ma nel nuovo registro riservato ai casi in cui appare configurabile una scriminante — una valutazione provvisoria, non un’assoluzione, che l’esame autoptico potrà confermare o ribaltare.