Sarà l’analisi di tutte le immagini disponibili a fare luce sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne di origine marocchina deceduto domenica nel quartiere Pilastro di Bologna durante un intervento della polizia. “Aiuto, basta” le sue ultime parole prima del malore. È da quei filmati, più che dai video parziali già circolati sui social, che la Procura punta a ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e ad accertare eventuali responsabilità. Gli inquirenti acquisiranno l’intero patrimonio video disponibile: le registrazioni delle bodycam indossate dagli agenti intervenuti, il filmato diffuso dai familiari della vittima e tutte le altre riprese effettuate dalle persone presenti in via Svevo. L’obiettivo è ricomporre, fotogramma dopo fotogramma, quanto accaduto prima, durante e dopo le fasi di contenimento dell’uomo, evitando che la ricostruzione si fermi a pochi secondi di immagini estrapolate dal contesto.

Autopsia

Nelle prossime ore i magistrati della Procura di Bologna, coordinati dal procuratore capo Paolo Guido, faranno il punto sull’inchiesta per definire i successivi accertamenti investigativi. Alle immagini si affiancheranno gli esami medico-legali e gli altri elementi tecnici necessari a chiarire le cause del decesso e la correttezza delle procedure adottate durante l’intervento. Secondo alcune testimonianze riportate dai giornali il 42enne soffriva d’asma e aveva avuto problemi cardiaci.