Si dicono “sconvolti, addolorati, attoniti” i due poliziotti che hanno messo in atto l’intervento al quartiere Pilastro di Bologna, concluso con la morte di Abderrahim Fakir. A raccontare lo stato d’animo degli agenti è il loro avvocato. Intanto le indagini continuano: si cerca di capire perché Fakir sia morto.

I due poliziotti non sono indagati

Spunta un nuovo video

Il secondo video

I due poliziotti non sono indagatiSecondo il legale, i due poliziotti avrebbero dovuto gestire quello che sembrava “un banale intervento” ma che si è trasformato in una tragedia.“Attraverso i loro occhi ho visto il dolore per il dramma al quale hanno presenziato: la morte di un uomo, un qualcosa che ti lascia sconvolto”, ha spiegato l’avvocato Gabriele Bordoni, citato dal Corriere della Sera.ANSAManifestazione per chiedere giustizia per Abderrahim Fakir, Bologna 20 luglio 2026.I due agenti, il capopattuglia di 28 anni e l’assistente di 23 anni, non risultano formalmente indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura di Bologna per omicidio colposo.A proteggerli, così come i quattro soccorritori della Croce Rossa intervenuti in via Svevo, è lo scudo penale che blocca gli avvisi di garanzia in presenza di una possibile causa di giustificazione. L’avvocato li descrive come due ragazzi “stimatissimi” dai colleghi.Contro i due non è stato disposto alcun provvedimento di sospensione. Il capopattuglia si trova in licenza, mentre il secondo agente è in malattia dopo essere stato morso alle gambe durante l’intervento: per lui sono stati prescritti 12 giorni di prognosi.