Il legale degli agenti: «A quel punto sono stati costretti a intervenire». D'altro avviso l'avvocato della famiglia: «Testimoni prelevati senza convocazioni ufficiali e videoregistrazioni»

Emergono nuovi video sul fermo di Abderrahim Fakir, l’uomo morto mentre era sotto fermo degli agenti della polizia, ammanettato a terra e con un laccio ai piedi a Bologna. Il Tg1 ha mostrato uno spezzone del video registrato dalla bodycam – e consegnato in procura – che indossava uno dei due poliziotti intervenuti. Nelle immagini, che risalgono a poco dopo mezzogiorno, si vedono le mani degli agenti sia su Fakir che su un altro uomo con la maglietta bianca con cui era venuto a contatto. «C’è un momento di contatto con altre persone che erano prossime ad un auto e che entrano in contatto con lui. A questo punto è evidente che i poliziotti devono intervenire e risolvere questa situazione», ha dichiarato il legale Gabriele Bordoni.

Il sindacato Sap: «Ecco perché le bodycam sono fondamentali»

«Dal video del Tg1 che sta circolando in queste ore, in merito all’intervento di domenica scorsa a Bologna, emerge chiaramente l’importanza delle bodycam. Stiamo parlando di uno strumento fondamentale e di grande trasparenza. Questa è una storica battaglia del nostro sindacato iniziata già dal 2013 per contrastare le false e strumentali denunce contro gli operatori di polizia», ha dichiarato il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni. Le bodycam consentono «di porre fine alle polemiche sterili e verificare l’agire degli operatori. Dalle telecamere, infatti, si può chiaramente comprendere che i colleghi sono stati obbligati a intervenire e che questo era per loro un dovere. Al contrario, se, quindi, non fossero intervenuti, avrebbero dovuto rispondere di omissione. Spiace profondamente per il tragico esito dell’intervento – conclude Paoloni – ma l’imponderabile umano e’ un fattore ineludibile».