Il caso di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto a Bologna il 19 luglio dopo un’intervento di polizia, continua a far discutere. A parlare ora è l’uomo che ha aiutato gli agenti a tenere fermo Fakir, come mostra un video che ormai ha fatto il giro del web e non solo: ha riferito di essere stato “picchiato” dopo la morte del 42enne e di essere stato oggetto di “minacce”.
Lo sfogo dell'uomo che ha aiutato gli agenti a immobilizzare Fakir
Il racconto sulla morte di Fakir
Il messaggio per la famiglia di Fekir
Lo sfogo dell’uomo che ha aiutato gli agenti a immobilizzare FakirL’uomo, un 37enne originario del Kosovo, ha raccontato al Corriere della Sera: “Subito dopo la morte del signor Fakir sono stato aggredito, picchiato. Un amico mi ha raccontato delle minacce che girano: ‘Ti spacchiamo la testa‘. ‘Devi sparire‘”.“Per me a Bologna non c’è più futuro” ha aggiunto l’uomo, che vivrebbe nascosto in casa, ospitato da amici o da qualche parente e che mediterebbe ora il ritorno in Kosovo. “Penso ormai si conosca ovunque la mia storia. Forse non troverò più lavoro” ha aggiunto.ANSAUna manifestazione per Fakir.Il racconto sulla morte di FakirDi quanto avvenuto in via Svevo a Bologna ha detto: “Ero sul balcone, ero stato svegliato dalle urla di aiuto. Ero preoccupato perché quell’uomo rischiava di farsi del male. Gli agenti, che hanno cercato di tranquillizzarlo all’inizio, mi hanno chiesto di portare giù un po’ d’acqua. E l’ho fatto”.Poi sono iniziate le operazioni di contenimento: “Sì, ma non ho visto violenza in Fakir, non era aggressivo e non aveva intenzione di litigare con nessuno. Gli agenti l’hanno poi messo a terra; inizialmente, a tenergli i piedi, c’erano due suoi connazionali che però nei video non si vedono mai. Solo io sono stato ripreso”.Il 37enne ha confermato che sarebbero stati i poliziotti a chiedergli di intervenire: “Mi hanno detto di tenergli fermi i piedi. Era molto agitato e continuava a urlare”.









