Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiSi chiamava Abderrahim Fakir il 42enne morto a Bologna nel primo pomeriggio durante un fermo di polizia in zona Pilastro. Era nato nel 1983 in Marocco ed era cresciuto in Italia da quando aveva sette anni. Viveva a Borgonuovo di Sasso Marconi, nel Bolognese. Lavorava nel settore della logistica e del facchinaggio. La Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso.
Applicata per la prima volta la norma sullo scudo per gli agenti
Per la prima volta, la Procura ha iscritto un procedimento nell'apposito registro 'modello' 45 bis, "nei confronti di quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento". Si tratta dell'applicazione della nuova norma sul registro, separato, destinato alle annotazioni preliminari, dove vengono iscritti i nomi di soggetti cui viene attribuito un fatto di reato commesso in presenza di una causa di giustificazione.
Il video del fermo in via Svevo
Secondo la prima ricostruzione della Questura, alcuni residenti avevano segnalato un uomo in forte stato di agitazione nella zona dei garage. Fakir avrebbe colpito anche un’automobile e, all’arrivo della volante, gli agenti avrebbero tentato di contenerlo utilizzando dello spray urticante. Dura oltre cinque minuti il video girato dai residenti nel quale si vede l'uomo che viene bloccato a faccia in giù con le mani dietro la schiena da due poliziotti che stanno sopra la sua schiena e cercano di ammanettarlo. Un terzo uomo, probabilmente un residente, aiuta gli agenti tenendogli le caviglie. L'uomo grida incessantemente "Aiuto" e "Basta" e si agita. In piedi ci sono due operatori sanitari ma non intervengono fino a quando, dopo qualche minuto, l'uomo smette di dimenarsi e non grida più. Nel mentre, i poliziotti gli bloccano anche le caviglie. Uno dei due agenti, a quel punto, prova a chiamarlo per sincerarsi delle sue condizioni, ma l'uomo non risponde e resta immobile sull'asfalto.










