Com’è morto Abderrahim Fakir? Le cause che hanno provocato il decesso del 42enne di origine marocchina, che ha perso la vita a seguito di un intervento di contenimento della polizia, non sono ancora chiare: ci penserà l’autopsia, in programma oggi, venerdì 24 luglio, dalle 11 così come disposto dalla procura di Bologna, a rispondere ai dubbi che da domenica scorsa si accavallano. Del resto sulla vicenda che riguarda l’uomo, titolare di una ditta di facchinaggio e distribuzione pubblicitaria, tante sono le ombre e tante, ancora, le domande che non trovano risposta.

Perquisizioni, video e automediche. La morte di Fakir e il rimpallo di accuse

Nel frattempo, mentre arriva il risultato della Tac che dice che Fakir aveva i polmoni pieni di sangue, forse per lo schiacciamento a terra, proviamo a fare un po’ di chiarezza e a riepilogare quanto avvenuto in base ai dati finora disponibili. Domenica scorsa, 19 luglio, Fakir si trova nel quartiere periferico del Pilastro dov’è giunto per fare visita ad alcuni familiari. In tarda mattinata l’uomo – emerge dai filmati circolati negli ultimi giorni in rete – è in stato di agitazione. Non si conosce, allo stato, la ragione.

In alcuni video è ripreso dai condomini di via Italo Svevo mentre è riverso a terra: non sembra voler fare del male a nessuno, ma non è in sé. Qualcuno, tra i residenti, come ricostruito dagli inquirenti (sulla vicenda indaga la mobile del capoluogo emiliano), chiama il 112: sul posto arrivano due agenti (alcune testimoni parlano anche di un intervento precedente della polizia, con operatori diversi). Uno ha 23 anni, l’altro 28. Nessuno dei due è di Bologna e almeno uno è fornito di bodycam: è di sua proprietà, l’ha attivata e quelle immagini sono finite agli atti della procura guidata da Paolo Guido.