I parenti dicono che era «un bonaccione». Aveva un piccolo precedente che risaliva a vent'anni prima

I due poliziotti del caso di Abderrahim Fakir per ora restano in servizio. La procura ha ordinato l’autopsia sul corpo del 42enne marocchino morto a Bologna. Anche l’Ausl ha avviato un’indagine sul personale del 118 presente al Pilastro. Il sindaco Matteo Lepore ha invitato i cittadini a ritrovarsi oggi in piazza Nettuno alle 19, «per stare uniti e ritrovarci, per essere vicini alla comunità in un momento così doloroso». Intanto i suoi fratelli Katia e Mohamed ieri hanno urlato contro la polizia: «Ce lo avete ammazzato». Secondo loro il fratello era «un bonaccione. Non avrebbe fatto mai del male a nessuno».

Abderrahim Fakir morto al Pilastro

Abderrahim Fakir era in Italia da quando aveva 7 anni, arrivato con la famiglia. Non era riuscito a ottenere la cittadinanza italiana. Per questo aveva presentato domanda di asilo. Era in attesa dell’esito. È stato sposato con una ragazza italiana prima e ora con una cittadina marocchina. Viveva a Borgonuovo, nel comune di Sasso Marconi. Lavorava in una ditta di facchinaggio, dove si occupava di organizzare logistica e traslochi con altri collaboratori. Qualche mese fa è morta sua madre. Ieri pomeriggio era andato in via Svevo per incontrare amici. Con il cognato, la sera prima, aveva preso una birra in un chiosco non troppo distante.