Dopo sei ore d’autopsia, condotta dal pool di specialisti nominati dalla Procura di Bologna, emergono i primi elementi su come è morto Abderrahim Fakir, il 42enne marocchino deceduto domenica scorsa al rione Pilastro, davanti a decine di smartphone che hanno ripreso i suoi ultimi minuti di vita durante un fermo di polizia.
Presenza di sangue vivo nei polmoni e schiacciamento. Sarebbero questi, a quanto si apprende da diverse fonti, gli elementi principali evidenziati dall’autopsia. Due punti fermi, anche se bisognerà capire, con altri approfondimenti, se lo schiacciamento polmonare sia dovuto ad eventuale eccessivo utilizzo della forza da parte dei due poliziotti, oppure sia sopravvenuto “post mortem” per le manovre rianimatorie dei volontari della Croce Rossa. Allo stesso modo resta da stabilire se la presenza di sangue nei polmoni sia dovuta al probabile utilizzo di cocaina da parte di Fakir o a una eccessiva compressione.Fabio Anselmo, avvocato della famiglia di Fakir, noto per essersi occupato dei casi di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi, è chiaro: «Non sono un medico legale, ma ritengo che ci possa essere un indubitabile quadro asfittico da compressione. Ma bisognerà attendere le conclusioni peritali».











