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Federica Nannetti

Gli esami sul corpo di Abderrahim Fakir, morto a Bologna durante un intervento della polizia. L'avvocato Anselmo: «Asfissia violenta da compressione». Il legale dei poliziotti: «Nessun esubero di forza»

Qualche punto fermo e molti altri ancora da chiarire, destinati a portare avanti quello scontro tra le parti già iniziato negli ultimi giorni: dalle oltre sei ore di autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne morto domenica scorsa al Pilastro di Bologna dopo essere stato immobilizzato a terra da due agenti di polizia, sono emersi sangue vivo nei polmoni e uno schiacciamento.

Ma questi non sono che i primissimi risultati da valutare in un quadro più ampio di accertamenti — sette i quesiti formulati dalla Procura di Bologna al momento del conferimento dell’incarico ai consulenti —, che hanno però portato ad avanzare come una delle ipotesi quella del decesso per asfissia.