Presenza di sangue vivo nei polmoni e schiacciamento. Sarebbero questi, a quanto si apprende, alcuni degli elementi emersi dall'autopsia effettuata sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne morto dopo essere stato fermato da due agenti. Riguardo a questi due elementi, resterà da stabilire in futuro se lo schiacciamento sia dovuto a un eventuale eccessivo utilizzo della forza quando l'uomo era in vita oppure sia sopravvenuto post mortem per le manovre rianimatorie. Allo stesso modo resta da stabilire se la presenza di sangue nei polmoni sia dovuta all'eventuale utilizzo di cocaina da parte di Fakir o a una eccessiva compressione.I dubbi ancora da sciogliere I primi risultati dell'autopsia sul corpo di Fakir confermerebbero, dunque, quanto già emerso dalla Tac, e cioè che i polmoni erano pieni di sangue. Un elemento che farebbe ipotizzare che l'uomo possa essere morto soffocato dal proprio liquido ematico. Serviranno ulteriori accertamenti per stabilire le esatte cause del decesso.I nodi da sciogliere restano ancora molti. Tra i quesiti affidati agli specialisti rientra anche l'analisi degli eventuali mezzi di contenimento utilizzati dalla polizia nel corso dell'intervento, compreso il ricorso alla forza fisica e all'uso dello spray al peperoncino, per accertare se abbiano avuto un ruolo nella dinamica che ha portato alla morte dell'uomo.Il ruolo delle immagini e dei video I professionisti devono anche valutare la presenza di fratture ossee interne o superficiali, studiando nel dettaglio la Tac ossea eseguita il 22 luglio e depositata il giorno successivo, così come di pregresse patologie cardiache o di disturbi psichici. Saranno le cartelle sanitarie di Fakir, raccolte da strutture sia pubbliche che private, ad aiutare gli specialisti a ricostruire la storia clinica del 42enne.Lo studio medico-forense troverebbe riscontro anche nelle immagini riprese durante l'intervento della polizia in via Svevo, sia dai residenti, sia dalla bodycam di uno dei due agenti intervenuti, nei primi momenti, quando Fakir viene immobilizzato a terra. Da chiarire, inoltre, l'eventuale uso di sostanze stupefacenti da parte di Fakir: a tal fine saranno eseguiti prelievi e accertamenti istologici e tossicologici per determinare l'eventuale presenza, la natura e la concentrazione di sostanze esogene, tra cui stupefacenti, farmaci e sostanze oleose, rinvenute sulla salma e sugli indumenti dell'uomo.Le parole del medico: "Autopsia complessa" L'autopsia sul corpo di Fakir è terminata dopo 6 ore. Il medico legale Benedetto Vergari, consulente dei quattro volontari della Croce Rossa presenti in via Svevo, ha dichiarato: "È stato un esame molto complesso, bisogna attendere gli esiti degli approfondimenti eseguiti. Non possiamo dire nient'altro: è una questione di rispetto per quello che è accaduto e segreto professionale. È stato un esame molto particolareggiato e approfondito, ma è un caso molto complesso e bisogna attendere"."Fakir aveva un appuntamento al centro di salute mentale a Bologna" A quanto emerge, prima della sua tragica morte, Fakir sarebbe stato preso in carico dal centro di salute mentale a Bologna. Il 42enne doveva incontrare gli specialisti del centro di salute mentale per una seconda volta nei primi giorni di agosto.L'uomo, che aveva effettuato un primo accesso al pronto soccorso all'ospedale Maggiore di Bologna del 20 giugno, per un problema di tipo psichiatrico, era stato poi indirizzato a un centro di salute mentale, dove si presentò nei giorni successivi. L'agenzia Ansa ricostruisce le ultime settimane di vita Fakir, probabilmente attraversato da un tormento che non gli dava tregua. Stando a quanto riporta l'agenzia stampa, il 42enne fu visitato al centro di salute mentale, gli fu fatta una prima diagnosi e confermata una terapia. I sanitari avevano fissato un successivo appuntamento per i primi giorni di agosto per proseguire con la terapia.
Fakir, i primi risultati dell'autopsia: "Sangue vivo nei polmoni e schiacciamento" | Resta da stabilire la responsabilità dei poliziotti
Fakir, i primi risultati dell'autopsia: "Sangue vivo nei polmoni e schiacciamento". Resta da stabilire la responsabilità dei poliziotti.










