L'esame dovrà stabilire se la morte sia riconducibile ad asfissia, alle manovre di rianimazione o ad altri fattori al centro dell'inchiesta

Presenza di sangue vivo nei polmoni e schiacciamento. Sarebbero questi, a quanto si apprende da diverse fonti, alcuni degli elementi emersi dall'autopsia effettuata sul corpo di Abderrahim Fakir, il quarantaduenne morto dopo essere stato fermato da due agenti domenica scorsa nel quartiere Pilastro, a Bologna.

Il primo esame del pool di quattro specialisti nominati dalla Procura di Bologna, oggi, è durato sei ore, dalle 11 alle 17 circa, ma sono 90 i giorni di tempo per rendere noti i risultati finali. “Sarà lungo e complesso”, hanno detto i medici legali delle parti civili.

L'ipotesi dell'asfissia e le cause del decesso

Le indiscrezioni sullo schiacciamento confermerebbero quanto emerso ieri dalla Tac preliminare, che avrebbe visto i polmoni dell’uomo pieni di sangue. Emergerebbe, quindi, una compromissione delle vie respiratorie. L'autopsia stabilirà se l'asfissia è stata causata dal fatto che per circa cinque minuti è rimasto con il torace al suolo, mentre gli agenti gli immobilizzavano mani e piedi. Oppure, se sia sopraggiunta post mortem per le manovre rianimatorie. Oppure, ancora se sia stata causata da un abuso di sostanze stupefacenti. Tracce di cocaina sarebbero state trovate nel suo sangue.