La tragica morte del quarantaduenne marocchino Abderrahim Fakir, avvenuta nel quartiere Pilastro di Bologna durante un intervento della Polizia di Stato, ha innescato un acceso dibattito tra rappresentanti sindacali delle forze dell'ordine ed esponenti politici. Gli agenti erano giunti sul posto, insieme al personale del 118, a seguito di diverse segnalazioni per una persona in forte stato di agitazione. Di fronte alla diffusione di video amatoriali online, i sindacati di Polizia e Carabinieri fanno scudo contro i processi sommari. Fabio Conestà del Mosap sottolinea che «trasformare i social network in un’aula di tribunale è il modo peggiore per arrivare alla verità», evidenziando l'importanza delle bodycam e degli esami tossicologici per comprendere l'esatto contesto di un intervento ad altissimo rischio. Sulla stessa linea Domenico Pianese del Coisp, il quale ribadisce che nei filmati ufficiali degli agenti «c'è la verità oggettiva e non quella manipolata del web», invitando a non linciare mediaticamente chi opera in condizioni di stress estremo. Anche Giovanni Morgese del Nuovo sindacato carabinieri invita la politica a restare fuori dalle indagini, per non delegittimare le istituzioni e chi garantisce la sicurezza cittadina.