Fakir ha perso la vita mentre la polizia stava facendo dei controlli. Al Pilastro si sono registrate forti tensioni, con tanto di cori contro le forze dell'ordine. Ecco cosa è successo

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Tragedia a Bologna, nel quartiere Pilastro, dove un uomo ha perso la vita mentre era in corso un controllo delle forze dell'ordine. Stando alle informazioni trasmesse fino ad ora, il fatto si è verificato nella tarda mattinata di stamani, domenica 19 luglio. L'intervento della Squadra Volanti della polizia si era reso necessario perché la vittima, tale Abderrahim Fakir, stava dando in escandescenze. Sul caso dovrà essere fatta chiarezza.Ma cosa sappiamo di Abderrahim Fakir? 43 anni, classe '83, l'uomo è nato in Marocco ma viveva in Italia da sette anni. Qui si era sposato e abitava a Borgonuovo, nel comune di Sasso Marconi. Lavorava in un'impresa di facchinaggio, con mansioni nella logistica.Secondo quanto ricostruito, Fakir aveva raggiunto il Pilastro per fare visita ad alcuni suoi parenti, in via Svevo. Poi deve essere accaduto qualcosa di imponderabile.Sembra che gli agenti abbiano raggiunto la zona dopo aver ricevuto una richiesta di intervento da parte di alcuni residenti. Questi ultimi, infatti, segnalavano di aver visto il 43enne dare di matto nella zona dei garage. Alla presenza dei poliziotti, Fakir avrebbe dato colpi all'auto d'ordinanza, tanto che gli uomini in divisa si sarebbero visti costretti a utilizzare lo spray urticante. In quel momento, erano presenti anche gli operatori sanitari del 118. In un secondo momento, il nordafricano sarebbe stato bloccato a terra con i polsi serrati da fascette. È a quel punto che sarebbe sopraggiunto il malore. Un malore che si è purtroppo rivelato fatale. Il 43enne è infatti deceduto.A distanza di qualche ora, sono cominciate a circolare diverse versioni di quanto accaduto. Un video, pubblicato tra i residenti del quartiere, mostrerebbe la colluttazione tra la vittima e gli agenti. Si udirebbe Fakir gridare: "Aiuto, basta, basta!". Lo stesso testimoniato anche da alcuni residenti. "Lui sempre chiedeva aiuto. Non ha fatto niente, chiedeva solo aiuto. Era un po' agitato, chiedeva aiuto, aiuto, aiuto", ha raccontato un residente del condominio di via Svevo alle agenzie di stampa. Nel filmato si vede il 43enne perdere i sensi, e un agente che cerca di richiamarlo. Sono presenti anche alcuni soccorritori. Col diffondersi della notizia della morte, sono stati in tanti a raggiungere il posto. Parenti e amici di Fakir sono accorsi in via Svevo. Nel primo pomeriggio non sono mancati momenti di tensione, durante i quali sono stati intonati cori contro la polizia.Il fratello e la sorella del 43enne, giunti sul posto, hanno seguito gli agenti della Squadra Mobile e della Scientifica con sconcerto. Proprio il fratello di Fakir ha allontanato coloro che stavano intonando i cori per consentire alle forze dell'ordine di svolgere il loro lavoro."Io non mi darò pace finché mio fratello non sarà vendicato. Non mi darò pace", ha dichiarato la sorella della vittima. "Non sappiamo cosa è successo. Lo sanno loro, la polizia, cosa è successo, a noi è arrivata la chiamata che è morto. Lo hanno ammanettato ed è morto. Lo hanno aggredito loro. Lo hanno ammazzato e picchiato, ci sono testimoni", ha aggiunto.