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Domenica al Pilastro, un quartiere periferico nella parte nord est di Bologna, un uomo è morto mentre veniva immobilizzato a terra da due poliziotti, davanti ad alcuni soccorritori del 118 e ad alcuni residenti: si chiamava Abderrahim Fakir e aveva poco più di 40 anni. Un residente ha ripreso dall’alto con il telefono l’intervento degli agenti, e il video è stato successivamente diffuso dalla famiglia di Fakir.
Il video, impressionante, ritrae Fakir sdraiato a terra a faccia in giù, con due poliziotti a cavalcioni sulla schiena e sulle gambe, e con un’altra persona, un civile, che gli tiene ferme le caviglie: lo si sente gridare e chiedere aiuto per oltre due minuti, per poi restare immobile.
Lunedì mattina la procura di Bologna ha fatto sapere che gli agenti non sono indagati. Nel primo caso noto di questo tipo in Italia, la procura ha applicato una nuova norma prevista dall’ultimo decreto sicurezza che permette, in presenza di un reato, di non indagare le persone coinvolte se si ritiene che l’abbiano commesso in maniera giustificata, per fare prima ulteriori accertamenti.
È il cosiddetto “modello 45 bis”, è stato pensato soprattutto per le forze dell’ordine e fin da subito è stato criticato perché considerato una sorta di scudo penale per gli agenti. Nei fatti è una sorta di filtro nelle indagini preliminari, che prevede alcuni accertamenti prima di eventualmente indagare gli agenti: la procura ha detto di essere intenzionata a pervenire «in tempi rapidi» alla ricostruzione di cosa sia successo.












