Un caffè per svegliarsi. Il secondo per spezzare la mattinata. Poi quello dopo pranzo, immancabile per tornare al lavoro. Uno a metà pomeriggio – perché no? – e via così, fino a cena ed oltre. Una routine comune per gli appassionati del caffè, che va bilanciata con i potenziali rischi per la salute: quante tazzine al giorno diventano troppe per il nostro organismo? La risposta arriva dall’American Heart Association (Aha), una delle più importanti associazioni di cardiologia del mondo, che in un nuovo statement pubblicato sulla rivista Circulation rassicura sugli effetti del consumo abituale di caffeina, indicando la soglia – piuttosto elevata – entro la quale il caffè non solo è innocuo, ma persino benefico per la nostra salute cardiovascolare.
Soglie di sicurezza e additivi
L’articolo è basato su una revisione della letteratura scientifica più recente sulla relazione tra consumo di caffeina e rischio cardiovascolare. E a detta degli autori, gli studi disponibili indicano tutti che un apporto moderato di caffeina non comporta pericoli per la popolazione generale e può associarsi al miglioramento di fattori di rischio noti come pressione alta e diabete, e a una minore incidenza di aritmie, malattie coronariche, ictus e insufficienza cardiaca. Il limite raccomandato dagli esperti si attesta a 400 milligrammi di caffeina al giorno, pari a circa quattro o cinque tazzine di espresso.











