Elena Giuliani, a 25 anni dai fatti di piazza Alimonda, ha parlato anche di Fakir: “Vedere quel trattamento replicarsi…”

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Il caso di Abderrahim Fakir, il 42enne morto durante l’arresto da parte della Polizia di Stato a Bologna, continua a far discutere. La dinamica e quanto accaduto è ancora in fase di accertamento da parte della procura, qualcosa di più chiaro si saprà solo dopo l’autopsia sul corpo, ma da diverse parti si condannano già i poliziotti e lo Stato per l’intervento. Il tutto senza certezze ma sulla base di un video di 2 minuti di quasi 40 complessivi di intervento, come certificano le bodycam degli agenti. Tra chi si è schierato contro la polizia c’è Elena Giuliani, sorella di Carlo Giuliani, che durante la commemorazione del 25esimo anniversario del G8 di piazza Alimonda, ha fatto un parallelismo tra i fratello e Fakir.“Il senso di questa giornata, che poi in realtà ripetiamo da 25 anni, è duplice. Da una parte si fa memoria di quello che è successo per chiedere verità sui fatti di Genova e Carlo, per il cui omicidio, non è mai stato fatto un processo; è stato archiviato molto rapidamente”, ha detto davanti a un gruppo di persone. “E la seconda è perché i temi di allora sono ancora tutti terribilmente, tragicamente presenti oggi. Parliamo delle guerre, parliamo del genocidio in Palestina, parliamo del collasso climatico e ambientale, ma parliamo anche di problemi più immediati: lavoro, scuola, la repressione che continua. Ricordiamo anche solo ieri che cosa è successo a Bologna: un'altra persona ammazzata in un momento di contenzione delle forze dell'ordine”, ha proseguito, aggiungendo: “E quindi significa che quell'approccio di allora, e quello che noi chiedevamo allora è ancora tutto valido e tutto estremamente necessario. E come siamo stati trattati allora, e la repressione che è stata condotta allora contro il movimento, è quella che continua ancora oggi”.