martedì 21 luglio 20262' di letturaDomenica mattina, nel cortile di un palazzo di via Italo Svevo a Bologna, si è consumata la vicenda che ha portato alla morte del 42enne marocchino Abderrahim Fakir durante un intervento di polizia. Secondo i residenti, l’uomo era una presenza abituale nella zona e quella mattina è stato visto fin dalle 9.30 mentre urlava frasi come "aiuto, chiamate un’ambulanza, la polizia". In seguito, come riporta ilCorriere, si è seduto sulle scale di un giardinetto e si è sdraiato a terra.Con il passare delle ore il suo comportamento è apparso sempre più agitato. Diverse persone hanno chiamato i numeri di emergenza dopo averlo visto colpire con testate e calci le porte dei garage, mentre continuava a gridare che qualcuno voleva ucciderlo. La volante della polizia è arrivata alle 12.15, seguita da un’ambulanza inviata con codice verde.Morte Fakir, la Procura: "Fatti più estesi rispetto al video"Mentre si cerca di capire cosa sia successo davvero al Pilastro, quartiere di Bologna, dove un 43enne marocchino, Abderr...Durante l’intervento, Fakir ha reagito con violenza contro i due agenti: ha cercato di aggredirli e li ha colpiti anche a morsi, rendendo necessario l’uso dello spray urticante e l’immobilizzazione in posizione prona per consentire di bloccarlo in sicurezza. Solo dopo che le forze dell’ordine hanno dato il via libera, i volontari della Croce Rossa hanno potuto avvicinarsi e iniziare le manovre di rianimazione, come previsto dalle procedure operative.Alle 12.36 è stato richiesto l’intervento di un’automedica, giunta pochi minuti dopo dall’ospedale Maggiore. Il medico ha constatato il decesso di Fakir alle 12.53. L’Ausl di Bologna ha dichiarato che l’invio dei mezzi di soccorso è avvenuto nel rispetto delle procedure e dei tempi previsti, avviando comunque un audit interno per analizzare l’accaduto.Fakir, la testimonianza dell'anziana: "Poveri poliziotti, che cosa ho visto"Si ritorna ai fatti della vigilia, alla morte di Abderrahim Fakir a Bologna, il marocchino regolare che ha perso la vita...