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Andreina Baccaro

Bologna, non solo gli ultimi cinque minuti prima della morte del 42enne: tramite le immagini dei residenti e degli agenti la Procura è riuscita a ricostruire quanto successo in via Italo Svevo al Pilastro

C’è un uomo a terra, fuori di sé, senza scarpe, pantaloni scuri e maglietta bordeaux. Grida aiuto, si porta le mani al capo più volte, come se la testa gli scoppiasse, chiede un’ambulanza, si percepisce che dica qualcosa del tipo «Aiuto, mi vogliono ammazzare». Poi si alza, cammina a cavalcioni fino alle saracinesche dei garage e sbatte forte i pugni come per bussare, continua a chiedere “Aiuto”, si volta e cammina anche con le mani alzate. A pochi passi da lui ci sono tre uomini che non sembrano in pericolo, restano fermi ma Fakir non si avvicina a loro. Succede in un arco di tempo precedente di circa 50 minuti la morte di Abderrahim Fakir, domenica 19 luglio al Pilastro, periferia di Bologna. Sono i primi video che i residenti di via Italo Svevo hanno filmato e sono stati acquisiti dagli inquirenti.

Cinquanta minuti che la Procura finora è riuscita a ricostruire tramite immagini. Prima che alle 11.59 parta la prima chiamata al 118, quando il 42enne diventa pericoloso, scagliandosi con la testa contro i garage del vialetto in cui succede tutto, Abderrahim non sembra essere pericoloso, sembra un uomo in evidente delirio psicotico che ha bisogno di aiuto. Alle 12.15 arriva la Volante con due poliziotti: hanno 23 e 28 anni. Il più «anziano», il capopattuglia, ha una bodycam personale e la accende. Da quel momento le immagini riprendono Fakir dare ancora più in escandescenze ma i poliziotti attendono che si calmi per circa 30 minuti, finché non aggredisce un’auto che tenta di accedere ai garage, poi si scaglia contro l’automobilista ed è a questo punto che gli agenti, dopo aver atteso che si calmasse invano, intervengono per fermarlo, ma l’uomo si scaglia anche contro di loro a morsi. Queste immagini però le hanno viste solo gli inquirenti, non sono trapelate e non sono state messe a disposizione dei giornalisti. Nemmeno il momento in cui gli viene spruzzato lo spray al peperoncino, sul volto, mentre il 42enne è già in posizione prona a terra, è visibile nelle immagini trapelate fin qui. Ma è stato ripreso dalla bodycam: lo spray sarebbe stato spruzzato dopo che Fakir ha tirato un morso alla gamba di uno dei poliziotti. Nel frattempo gli agenti hanno già chiamato il 118, alle 12.17, e alle 12.30 arriva l’ambulanza Bologna 65, con a bordo i soccorritori volontari della Croce rossa che però, da protocollo, non possono intervenire se prima non hanno l’ok degli agenti.