La seconda puntata
Giuliano Cazzola
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Stimolato dall’interesse suscitato dalla prima puntata (ospitata da Il Riformista) del soggetto immaginario che mi sono inventato di sana pianta per passare dalla saggistica alla letteratura giallo/noir, mi accingo a continuare il racconto come mi ero ripromesso di fare. Riassumo brevemente la prima puntata. In un Paese immaginario, che ho chiamato Terra di Nessuno, è al potere una cricca autoritaria e intrallazzona – infiltrata da organizzazioni criminali e al soldo dell’industria delle armi – che viene contestata da un’opposizione vigorosa ormai prossima a una vittoria elettorale che libererà la società dalle odiose prevaricazioni. Tra i campioni di questa opposizione libertadora c’è un giornalista di inchiesta che, col suo programma televisivo, svela le malefatte della cricca al potere. La popolarità di cui gode è anche la sua sicurezza; al pari di un valoroso gladiatore d’altri tempi, è idolatrato dal popolino governato con la politica delle tre F: farina, feste, forca (che è poi soltanto gogna mediatica).
Il potere capisce che c’è un solo modo per liberarsi di lui: sputtanarlo, dimostrando che le sue inchieste sono farlocche. Così, attraverso i Servizi segreti, il governo della fame, del freddo e della paura gli prepara una trappola inducendolo a dare notizie inesistenti. Come reazione, il giornalista – sentendosi in difficoltà col suo pubblico – si fa convincere da un amico border line a inscenare un attentato dinamitardo da presentare come avvertimento e reazione della malavita criminale e politica alle sue inchieste. Ma l’amico border line incaricato dell’operazione si rivolge a bombaroli di seconda mano che non solo esagerano con l’esplosivo, ma lasciano dietro di sé tante tracce da farsi beccare dagli inquirenti, i quali riescono persino a risalire al mandante. Il giornalista, per timore che l’amico, messo alle strette, racconti tutto, diventa – a sorpresa – il suo più accanito difensore.











