14 Luglio 2026 – Lettura: 5 minuti
Dietro le difese d’ufficio, quasi tutti nella tv pubblica la pensano come Corsini: il programma andrà avanti con o senza il conduttore. Anche la redazione è spaccata. E c’è chi chiede un passo indietro. Intanto si studia un piano B.
Non è facile la situazione per Sigfrido Ranucci. Col passare dei giorni, ogni sua dichiarazione contribuisce a rendere il quadro della vicenda dell’attentato sotto casa sua sempre più nebuloso. E la relazione di amicizia con Valter Lavitola, indagato per essere il mandante, sempre più ambigua. Tanto che, in Rai, Ranucci è considerato ormai un giornalista dimezzato. Intendiamoci, in queste ore sono scattate difese d’ufficio del conduttore e del programma, ma l’unico a dire ciò che molti pensano è stato Paolo Corsini, che per la prima volta ha separato Report dal suo conduttore. «È un programma storico della tv pubblica, un brand importante, che andrà avanti con o senza Ranucci», ha dichiarato il direttore degli Approfondimenti Rai.
Paolo Corsini (Imagoeconomica).
«Ci vorrebbe una puntata di Report sul caso Report»













