di
Renato Franco
Al via le riprese della serie tv tratta dai gialli scritti dalla firma del «Corriere»: storie fra i palazzi e le periferie di Roma
Il personaggio. Un cinquantenne dai modi spicci e con qualche fissazione — fuma il sigaro, non riesce a iniziare il romanzo giallo che ha in mente di scrivere, tifa per la Roma e adora cucinare per i suoi amici. Il volto di Luca Zingaretti. L’ambientazione. La città del potere e della dolce vita, del Vaticano e del Parlamento, cinica e vitale, barocca e brutalista, opulenta sulle terrazze del centro e degradata nelle periferie. Una Roma contraddittoria. Sono iniziate le riprese della nuova serie Il Metodo Paraldi, tratta dai gialli di Fabrizio Roncone, prodotta da Simona Ercolani per Stand by Me e diretta da Giuseppe Gagliardi. Otto episodi da 50 minuti, due per ciascuno dei quattro romanzi firmati dall’inviato del Corriere, che saranno disponibili nel 2027 su Paramount+.
Marco Paraldi è un ex giornalista — chissà se il desiderio nemmeno troppo inconscio di Roncone — diventato vinaio, allergico ai potenti e alle ingiustizie. E indaga su casi di persone scomparse usando le conoscenze del suo vecchio mestiere, con metodi spesso fuori dagli schemi. «I miei non sono gialli alla Dürrenmatt, dove c’è l’incastro, il meccanismo a orologeria — racconta Roncone —. Sono anche e soprattutto scuse per raccontare pezzi di società, di come il bene e il male diventano talvolta indistinguibili. Paraldi è un ex giornalista che ha avuto un problema con un politico, ha lasciato il giornale dove lavorava e aperto una vineria dietro Campo de’ Fiori. Ma è rimasto cronista dentro: finisce sempre per imbattersi in vicende opache che lo spingono a indagare». Dove se non a Roma, capitale di malaffare e intrigo. «Sono storie che si incrociano nelle feste esclusive del centro storico, nei palazzi della politica, fino alle grandi periferie, perché Roma è una città orizzontale dove lo scenario cambia in un attimo».









