Luca Telese sta passando la vernice sul muro della palazzina liberty dove vive, accanto al Teatro Ambra Jovinelli di Roma, per coprire le scritte dei writer. «L’amministratore ci aveva fatto un preventivo di 800 euro», spiega. Ha fama di divertirsi con i lavori manuali. E infatti, nel salotto di casa sua, i due divani Chesterfield che sembrano appena usciti da un negozio di modernariato li ha restaurati lui. «Quando ho avuto bisogno, l’ho fatto anche per rivenderli. Da ragazzo, vendevo scatole decorate e stampavo magliette». Leggenda narra che anni fa abbia cambiato una ruota con il cric in quattro minuti, ad Alghero, per riuscire ad arrivare in tempo all’aeroporto ed essere a Roma il primo giorno di scuola di Enrico, il figlio suo e di Laura Berlinguer, il nipote del «più amato».
Luca Telese: «L’infanzia nelle sezioni del Pci. Con Floris ho fatto il gradasso, oggi in tv racconto i sognatori»
Il giornalista: «La fine della mia relazione? Io e Laura Berlinguer, una coppia vittima della pandemia. Travaglio, un computer umano un po' gesuita. Chiambretti genio, Gruber stakanovista: solo Barbara D'Urso è più eroica»






