«Con 400mila euro compri due barche, non...». Daniele Capezzone non riesce a finire la frase che Luca Telese, che nello studio di Omnibus, su La7, siede di fronte a lui, si è alzato brandendo un giornale. Il direttore de Il Centro (quotidiano d’Abruzzo) interrompe il direttore editoriale di Libero con queste parole: «Di fronte a un propagandista delle bugie, con molto rispetto della conduttrice...». Telese passa dietro le spalle di Gaia Tortora, poi riattacca: «26 italiani che tu non ricordi...». Ma non è quello l’argomento che ha acceso la miccia: Capezzone stava puntando il dito sul rapporto tra la Flotilla per Gaza e i «finanziamenti diretti e indiretti» ricevuti da Hamas. Un tema sollevato la scorsa settimana dal ministero degli Esteri israeliano non solo dal nostro giornale, ma anche- e da giugno- dalla stampa internazionale, come ad esempio il britannico The Telegraph. Ma Telese butta la palla in tribuna, sventola un giornale con le testimonianze dei 26 italiani a bordo della Flotilla ancora trattenuti in Israele e «minacciati» dallo Stato ebraico («sono in carcere»). «Parla di Hamas e dei finanziamenti di Hamas!», lo incalza Capezzone. È qui che Telese, come si suol dire, «sbraca». Continua a leggere il suo giornale, non risponde sui finanziamenti, soprattutto mette la sua mano destra sulla spalla del direttore editoriale di Libero e lo invita a tacere: «Stai buono, stai a cuccia». La reazione di Capezzone è inevitabile: «Ma dove siamo? Questo fascista rosso, come si permette?».
Telese perde la testa: vuol zittire Capezzone e scappa dallo studio | Libero Quotidiano.it
«Con 400mila euro compri due barche, non...». Daniele Capezzone non riesce a finire la frase che Luca Telese, che nello studio di Om...






