Roma – Questo giornale è un poco diverso». La voce di Luca Zingaretti riempie la sala Sinopoli dell’Auditorium di Roma. L’attore e regista legge l’editoriale di Eugenio Scalfari e apre la grande festa per l’anniversario del quotidiano nato il 14 gennaio del 1976.
Durante tutta la serata, tra un ospite e l’altro, Zingaretti ha fatto parlare Repubblica attraverso tre degli articoli più belli pubblicati in questo mezzo secolo. Quello scritto da Scalfari, l’inventore di giornali, per presentare Repubblica ai lettori. Il potente atto d’accusa firmato da Italo Calvino il 15 marzo del 1980, Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti: «C’era un Paese che si reggeva sull’illecito», recitava l’incipit di un testo profetico sulla questione morale con «gli onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso». Un articolo che anticipava quella che poco più di dieci anni dopo sarebbe stata Mani pulite.
E ancora Stefano Benni, scomparso a settembre scorso, che a giugno del 2012 firmò un articolo sul terremoto dell’Emilia: «Per me che ho un’infanzia di montagne, burroni e boschi, la Bassa è immagine di quiete», scriveva Benni raccontando le ferite e l’indignazione di Gigi, «muratore capocantiere» pronto a fondare «il partito del Filo a Piombo».






