Roma – Travolgente Geppi. Cucciari, comica, conduttrice (al momento in onda su Rai 3 con Splendida cornice) ha conquistato la platea dell’Auditorium di Roma con un monologo irresistibile per festeggiare i cinquant’anni di Repubblica. Ironia sulla trattativa con gli acquirenti greci — «ottimi i souvlaki nel buffet» — e battute a raffica sulle grandi firme e sul fondatore. «Sono proprio onorata di essere qui. C’è proprio tutta l’allegria di una serata in una sezione con Fratoianni e Bonelli, proprio la riconosco».

Intanto sullo schermo passano delle foto: Elly Schlein e Giuseppe Conte che si stringono la mano all’inaugurazione della mostra per i cinquant’anni del giornale al Mattatoio di Roma: «Il direttore di Repubblica Mario Orfeo fa cose incredibili: a proposito, vuoi che ti chiami “Marios”? Conte e Schlein: non vedevo tanta cordialità all’ultimo incontro tra Zelensky e Putin. E poi lasciatemi salutare le grandi firme di questa serata, che possiamo considerare la grande Atreju di sinistra. Che poi Atreju nel meraviglioso libro di Michael Ende è un fanciullo tenero, abbandonato, orfano, che non sa dove andare: quindi è del Pd, chiaramente».

Cucciari saluta le figlie di Scalfari e ricorda il fondatore: «Un gigante. Avrei tantissimo voluto assistere ai suoi colloqui con il Papa. Io lo immagino: due menti poderose, da una parte il leader di una teocrazia basata sulla fede, ieratico, infallibile e dall’altra Papa Francesco. Incredibile. Io ho tutti gli editoriali di Scalfari rilegati: un volume per ogni editoriale, 600 pagine, perché lo sapete che amava approfondire, il fondatore». «Io comunque sono qui anche in veste di lettrice: per me una mattina senza aver letto Repubblica è un giorno perso, come ho detto proprio ieri ai centocinquant’anni del Corriere, cambiando il soggetto della frase».