La captazione risale al 12 marzo e secondo gli investigatori lascia trasparire “la piena consapevolezza da parte dell'indagato della gravità dei fatti”
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Il caso Ranucci è lontano dall’essere risolto: sono ancora troppi i dubbi sull’attentato subito dal giornalista di Report lo scorso ottobre e ulteriori nubi si addensano all’orizzonte man mano che l’indagine procede. Una svolta decisiva è stata data dall’iscrizione nel registro degli indagati di Valter Lavitola, amico fraterno di Ranucci, che secondo gli investigatori è il mandante dell’attentato. Ma ora sono emersi nuovi dettagli dalle intercettazioni degli indagati, nello specifico Saverio Mutone, 41 enne, raggiunto nelle scorse settimane dalla misura cautelare emessa dal gip su richiesta dei pm della Dda di Roma. “Mal che vada me li vado a fare questi 30 anni”, si sente dire dall’uomo in un’intercettazione risalente al 12 marzo scorso. In base a quanto emerge dall'informativa Mutone era preoccupato dell'evoluzione dell'indagine tanto da cercare su google, tra il 6 e l'8 marzo, le parole “Ranucci bomba” e “Ranucci indagine”. Secondo gli investigatori, in riferimento all’intercettazione, “tale esternazione, pur inserita in un contesto dialogico allusivo, lasciava trasparire la piena consapevolezza da parte dell'indagato della gravità dei fatti cui si stava facendo riferimento e della possibile rilevanza penale delle condotte poste in essere dal gruppo criminale evocando una prospettiva detentiva particolarmente lunga. Una simile rappresentazione soggettiva risultava difficilmente compatibile con vicende di minore gravità e appariva invece senza dubbio derivante dalla consapevolezza del coinvolgimento nei fatti per cui si procede”.
















