Un attentato commissionato per poche migliaia di euro e un’indagine chiusa a stretto giro. C'è questo dietro la svolta che ha portato all'arresto di un gruppo criminale accusato dell'azione contro Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report. I Carabinieri hanno blindato il cerchio attorno ai presunti responsabili, eseguendo le misure cautelari nei confronti di Antonio Passariello, residente a Cicciano (Napoli), e di tre complici residenti nell’Avellinese: Marika De Filippi, Saverio Mutone e Pellegrino D’Avino. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la banda avrebbe agito su commissione, spartendosi una somma di denaro per pianificare e mettere a segno l'attacco.«Sapevo che sarebbe avvenuto qualcosa, ma dalle indagini non era trapelato nulla», ha commentato a caldo lo stesso Ranucci, raggiunto telefonicamente dalla trasmissione Agorà Estate su Rai 3. Il giornalista ha voluto ringraziare pubblicamente il Nucleo investigativo dei Carabinieri e il magistrato Carlo Villani per la rapidità dell'operazione, sottolineando però come la vicenda presenti ancora zone d'ombra: «Da quello che ho capito c'è chi ha organizzato, chi è stato complice, chi ha fornito assistenza legale, chi ha provato a distruggere le sim. Adesso bisognerà capire i dettagli e se ci sono altri livelli».L'arrestato intercettato: "Bomba messa là, facciamo la storia"
Caso Ranucci, quattro arresti per l'attentato al conduttore di Report: avrebbero agito per pochi soldi
Pianificato su commissione e pagato poche migliaia di euro: preso il commando che ha colpito Ranucci. Il giornalista: «Ora capire se ci sono altri livelli». L'arrestato intercettato: "Bomba messa là, facciamo la storia"











