Le indagini. 01 luglio 2026 alle 00:37

Erano certi «di avere fatto la storia», di avere piazzato «la bomba là», all’esterno dalla villetta in cui il giornalista Sigfrido Ranucci vive con la famiglia a Pomezia. Sono quattro, secondo i pm dell’antimafia della Capitale, gli autori materiali dell’attentato al conduttore di Report che la sera del 16 ottobre semidistrusse l’auto del giornalista e causò danni all’abitazione.

Sono tutti campani, della provincia di Napoli e di Avellino e stando a quanto scrive il gip nell’ordinanza, su di loro gravano «elementi gravi, precisi e concordanti» a ritenere che «abbiano preso parte all’azione criminosa e abbiano offerto un contributo rilevante alla commissione dei reati», messi in atto in cambio di alcune migliaia di euro.

La svolta

Ora gli inquirenti sono a caccia dei mandanti, di chi ha fornito soldi per compiere l’azione, garantendo anche i mezzi per una eventuale fuga all’estero oltre che una versione da fornire agli inquirenti una volta arrestati. L’obiettivo è capire se l’azione sia stata commissionata da gruppi criminali locali o da soggetti finiti nelle inchieste giornalistiche di Report. «Aspettiamo gli sviluppi – commenta Ranucci –. Ho voluto ringraziare il Nucleo investigativo dei Carabinieri e il pm Carlo Villani, che mi aveva promesso che avrebbe chiuso le indagini ed è stato di parola».