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Rinaldo Frignani

Le intercettazioni dei carabinieri dei quattro arrestati per la bomba al giornalista di Report nell'ottobre scorso. La mail anonima al magistrato titolare dell'indagine: «È stato quel deficiente, noi non abbiamo nulla contro Ranucci»

In più di sei mesi di intercettazioni non hanno mai fatto il nome del mandante. Ma che ci sia qualcuno che ha commissionato l’attentato al giornalista di Report Sigfrido Ranucci è ormai un dato di fatto. Un gesto portato a termine con «modalità mafiose», che vengono oggi contestate a Pellegrino D’Avino, 26 anni, Antonio Passariello, di 53, entrambi di Avellino, come Saverio Mutone e Marika De Filippis, di 40 e 22 anni, fidanzata di D’Avino. C’è anche un ragazzo di 21 anni indagato per gli stessi reati. La gip Iole Moricca conferma senza mezzi termini che hanno agito «tutti, su mandato di persona allo stato non identificata, nel preparare e programmare l’azione criminosa». All’alba di ieri, con un blitz al quale hanno partecipato anche i reparti speciali dell’Arma, i carabinieri dei Nuclei investigativi di Roma e Frascati, coordinati dalla Dda, hanno eseguito le misure cautelari.

Un gruppo di personaggi con precedenti di polizia — Passariello, per esempio, per sequestro di persona e violenza sessuale, gli altri per droga — che la sera del 16 ottobre 2025 hanno preso di mira Ranucci e la sua famiglia nella villetta a Campo Ascolano, fra Pomezia e Torvaianica, facendo esplodere un potente ordigno composto da gelatina da cava che ha distrutto le auto del conduttore di Report e della figlia Michela, miracolosamente senza causare feriti. Un pesante avvertimento con un movente ancora ignoto, per la gip, che sottolinea come «le modalità di collocazione dell’ordigno non consentono di acclarare la finalità di uccidere». Ma i punti da chiarire sono ancora molti. Commentando l’esplosione proprio Passariello, indicato con Mutone come colui che ha piazzato la bomba dopo sei giorni di sopralluoghi svolti dagli altri tre complici, diceva: «Abbiamo fatto la storia», mentre per chi indaga è stato D’Avino a ricevere l’incarico di trovare la bomba per colpire Ranucci.