Passato, non indenne, lo scoglio della Camera al Melonellum ora tocca la navigazione a Palazzo Madama, dove l’assenza di turbolenze non è in ogni caso assicurata. Molto dipenderà dalle mosse di Fratelli d’Italia e della premier, tuttora indecisi se ripresentare o meno l’emendamento sulle preferenze impallinato a Montecitorio dai franchi tiratori. Il tutto con la spada di Damocle della Consulta che pende sulla legge.
IL PROVVEDIMENTO sarà incardinato la prossima settimana in commissione Affari costituzionali al Senato, presieduta dal meloniano Andrea De Priamo. La cosa dovrebbe avvenire a metà della settimana, quando la commissione avrà terminato l’esame del decreto con cui l’esecutivo intende recepire le nuove norme Ue sul Patto migrazione e asilo e che va approvato anche alla Camera. Dopodiché andrà fissato il termine degli emendamenti, e con tutta probabilità le opposizioni chiederanno un ciclo di audizioni: a conti fatti, stante la pausa estiva del Parlamento che dovrebbe iniziare l’8 agosto, il Melonellum potrà affrontare appena l’esame preliminare. Il grosso, eventuali emendamenti e voto in Aula, sarà rimandato a settembre, al termine della «riflessione» invocata da Meloni dopo l’alto tradimento.
















