Nessuna sorpresa in aula, nessun agguato definitivo, che avrebbe potuto affossare del tutto la legge elettorale. Con un contraccolpo inevitabile per il governo. Il Melonellum è stato approvato alla Camera con 217 voti favorevoli e 152 contrari. Il testo ha superato l’ultimo scoglio del voto-segreto.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha voluto continuare sulla via dell’approvazione a Montecitorio per inviare il provvedimento all’esame del Senato, nonostante la bocciatura dell’emendamento sulla reintroduzione delle preferenze.

Sulla legge (elettorale) truffa nuovo scontro a destra: Meloni se ne frega

A Palazzo Madama dovrebbe essere incardinato prima della pausa estiva. La tentazione sarebbe quella di accelerare e cercare un via libera velocissimo, che farebbe entrare in vigore la legge elettorale.

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha già dato disponibilità a correggere la legge elettorale per approvare l’emendamento Bignami-Cesa-Romano, che prevedeva l’espressione di tre preferenze, lasciando comunque i capilista bloccati (e i primi a scattare in caso di elezione della lista nel collegio).