Prof cambia sesso e nome e per tre anni non riceve la “carta del docente” a causa di un errore amministrativo del Ministero dell’Istruzione. Il tribunale di Ravenna ora ha disposto il pagamento del bonus arretrato e di 3mila euro di spese legali.
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Prof cambia sesso e nome e per tre anni non riceve più dal Ministero dell'Istruzione la "carta docente". Ora il tribunale di Ravenna ha disposto l'immediato pagamento del bonus per il relativo periodo di interruzione e circa 3mila euro di spese legali.
La storia è stata ricostruita dal Corriere della Sera. L'insegnante, docente in un istituto del Ravennate, aveva presentato richiesta per la "carta docente" per diverse annualità. Ma il Miur aveva rifiutato la domanda. "Dallo stato matricolare non risulta che abbia prestato servizio negli anni scolastici tra il 2024 e il 2025″, si leggeva nelle motivazioni fornite dal Ministero. Un fatto chiarito dal giudice del Lavoro Roberto Savino.
"Con la sentenza del 2024 (allegata al ricorso), il tribunale di Pescara, su ricorso dell’odierno ricorrente, ha disposto la rettifica del sesso anagrafico da femminile a maschile e il mutamento del nome da femminile a maschile", si legge nella sentenza. I contratti relativi agli anni scolastici precedenti al 2024 infatti riportavano il nome al femminile, mentre quelli successivi citavano il nome al maschile, e tanto risulta dallo stato matricolare. Il tribunale però ha chiarito che trattandosi della stessa persona "il beneficio richiesto spetta per tutte le annualità".








