New York – Per giocare a calcio non è mai servito uno stadio. Il più delle volte basta un pallone e due zaini usati come porte. Ma c’è un dettaglio che spesso passa inosservato e che, per migliaia di bambini, fa la differenza tra scendere in campo o restare a guardare: l’attrezzatura sportiva.
Mentre negli Stati Uniti il Mondiale continua ad alimentare l’entusiasmo per il soccer, c’è chi prova a trasformare questa passione in un’opportunità concreta. È quello che fa Game Changers New York, organizzazione no profit nata nel 2016 che raccoglie e ridistribuisce gratuitamente attrezzature sportive usate a organizzazioni che lavorano con ragazzi provenienti da contesti svantaggiati. In dieci anni ha donato oltre centomila articoli sportivi a più di 150 associazioni in quattordici paesi.
Mondiali accessibili a tutti, il piano di Mamdani per la finale di New York
MARIA MICHELA D’ALESSANDRO
L’idea nasce quando Sara Blau è ancora una studentessa delle superiori. Dopo un’infanzia trascorsa tra campi da gioco e palestre, si rende conto che ciò che per lei è sempre stato normale rappresenta invece un lusso per molte famiglie.









