Non solo il campetto di calcio di Scampia, da cui tutto è partito. Non solo il campo di basket senza canestro di Marano, diventato in poco tempo più famoso d’Italia. Sono decine i piccoli campetti di quartiere ridotti in pessime condizioni. E sono decine e decine i ragazzini, anzi spesso si tratta di bambini, che provano a utilizzare lo strumento che conoscono meglio per migliorare il loro posto in cui giocare: i social media. E in particolare Tik tok.A maggior ragione ora, con la fine della scuola e lunghe giornate da trascorrere col pallone. Il successo dei bambini di Scampia, che con un video girato di notte commossero anche Geolier pronto ad annunciare il suo impegno per la riqualificazione di quel campetto, hanno convinto tanti altri ragazzini ad imitarli. E sono tanti i canali creati ad hoc sulla piattaforma social in cui i «piccoli» si impegnano per pulire i loro campetti. E si rivolgono ai «grandi» chiedendo un aiuto per giocare in un luogo migliore. In molti video i giovanissimi si rivolgono a Salvatore Paternoster, un giovane attivista di Materdei. Nel video virale di Geolier, che in videochiamata prometteva ai bambini di Scampia di intervenire, lo smartphone che aveva ricevuto la telefonata era proprio quello di Paternoster. «Dopo quella vicenda è partito un vero e proprio tam-tam. Tantissimi bambini da ogni quartiere di Napoli hanno iniziato a contattarmi mandandomi i video dei loro campetti da calcio ridotti in pessime condizioni», racconta l’attivista, fondatore dell’associazione «Giovani promesse».