Mentre gli italiani guardano i mondiali dal divano per la terza volta consecutiva, sono tanti i giovani ragazzini che, privati del sogno di vedere la Nazionale alzare la coppa, trascorrono i pomeriggi assolati senza scuola giocando a calcio per strada. Come si è sempre fatto. Ma troppo spesso le condizioni dei campetti sono disastrose. Il caso dei ragazzini di Marano costretti a giocare a basket senza un canestro è diventato esemplare. E prima di loro a Scampia era accaduta una cosa simile: i bambini lanciarono un sos per avere un campetto all’altezza. Trovando disponibile Geolier che annunciò di volersi impegnare per restituire un terreno di gioco per i bambini del lotto G. Si tratta solo di alcuni esempi arrivati alla ribalta dei media. Ma di campetti ridotti in pessime condizioni ce ne sono a decine.

Procida, preside colpita dopo una lite: resta in carcere l'aggressore 47enneE attraverso Tiktok moltissimi ragazzini hanno rivolto appelli alle istituzioni, attraverso l’attivista Salvatore Paternoster, per avere luoghi in cui giocare degni. Una fotografia del degrado in cui sono costretti a giocare i giovani napoletani pubblicata ieri dal Mattino che ha richiamato l’attenzione di molte persone. La disponibilità Uno scenario che ha colpito anche chi di sport si è sempre occupato. Il presidente del circolo del Tennis Riccardo Villari si fa avanti: «Siamo pronti a farci carico della riqualificazione di uno di questi campetti, magari quello del Rione Sanità», annuncia. Si tratta di un campetto all’interno del parco San Gennaro, quello che dovrebbe essere il polmone verde del popolare quartiere del centro di Napoli, che attende da anni una riqualificazione. «Qui e in tanti altri quartieri i bambini devono cercare campetti a pagamento, che non tutti possono permettersi, per una partita di calcio. Mentre ci sono tanti luoghi pubblici che potrebbero essere restituiti alla città», dice l’attivista Paternoster che anche ieri è tornato al campetto del rione Sanità.Capri: Villa Jovis sarà illuminata anche nelle ore notturne«Quando ho letto sul Mattino di questa situazione così diffusa ho pensato che è un dovere civico intervenire per dare ai nostri giovani luoghi all’altezza in cui giocare. Partecipiamo spesso a convegni, incontri, appuntamenti in cui ribadiamo il valore sociale dello sport. E come società civile non possiamo voltarci indietro. Basterebbe davvero poco. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma l’augurio è che parta una gara di solidarietà per intervenire e riqualificare tutti i campetti in tutta la città», dice. L’obiettivo, spiega Villari «è quello di smuovere le coscienze dall’indifferenza. Basta solo un po’ di buona volontà. L’associazione che ha raccolto gli appelli di questi bambini e il Mattino che ha portato all’attenzione questa vicenda hanno il merito di aver posto il problema. Ora tocca alla società civile, oltre che alle istituzioni, intervenire. Noi siamo pronti a fare la nostra parte». E lancia un suggerimento anche al patron del Napoli Aurelio De Laurentiis: «Il calcio Napoli potrebbe impegnarsi in questo senso. Lo sforzo economico è relativo e magari da questi campetti può nascere anche qualche talento». I precedenti L’augurio è che a questa prima e importante disponibilità se ne possano aggiungere altre. Per una gara di solidarietà che possa restituire posti in cui giocare ai giovani napoletani. Un po’ come è accaduto per quanto riguarda il campetto di Marano. Per il quale intervenne anche l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò e la Federazione italiana pallacanestro. Sullo stesso luogo arrivò anche Linton Johnson, campione Nba con gli Spurs che ha acquistato i canestri per i giovani. Ma proprio in quel caso i finanziamenti già ci sono e sono anche partiti i lavori, con fondi della Città Metropolitana portati a casa dall’amministrazione comunale, per la riqualificazione dell’area. Ma sono tantissimi i terreni di gioco su cui ancora c’è da intervenire. E l’obiettivo di istituzioni e società civile deve essere proprio