Dopo la mancata qualificazione ai Mondiali dell’Italia per la terza volta consecutiva, l’onta calcistica si è abbattuta sul mondo del pallone. Il furore da Bar Sport ha spinto ministri, alte cariche dello Stato e tifosi di ogni età a parlare della necessità di azzerare tutto. Si ripetono le stesse cose da dodici anni, ma nulla cambia. Uno dei temi ricorrenti è stato che i giovani calciatori non trovano spazio nella serie A.
Per il prossimo campionato, l’ Uefa ha disposto la presenza di quattro giocatori nella rosa delle squadre di serie A cresciuti nel vivaio, ma non c è l’obbligo di farli giocare. I padroni del calcio nostrano sapranno osare di più? Cederanno più spesso i calciatori alla Nazionale per consolidare un nuovo gruppo?
Intanto l’ Italia Under 17 si è appena laureata campione d’ Europa e la Nazionale nelle amichevoli contro il Lussemburgo e la Grecia ha schierato quasi tutti gli Azzurri dell’ Under 21 ottenendo due vittorie. Segnali positivi per la Nazionale che verrà.
In attesa che i «giochi» si riaprano il 22 giugno con l’elezione del nuovo presidente della Federcalcio e la nomina del nuovo allenatore, abbiamo incontrato a Coverciano Mario Beretta ex allenatore di serie A ( Parma, Torino, Lecce, Chievo) oggi presidente del Settore Tecnico della Figc, che ci spiega i problemi del calcio italiano e perché i giovani talentuosi non trovano spazio.









