Il canestro immaginario nel quale un gruppo di ragazzi di Marano lancia un pallone da basket, finendo, con un video ripreso da un balcone, su tutti i social, diventando virale e innescando un ampio dibattito, restituisce una immagine di poesia e degrado alla quale, in fondo, proprio in questa combinazione, da queste parti, siamo abituati. Quel video somiglia alle scene di molta adolescenza napoletana: molta di ciascuno di noi, in molte delle nostre strade, in molto del nostro tempo insieme. Quante volte abbiamo giocato a pallone trasformando i nostri giacconi ammucchiati e i nostri zaini nei pali delle porte di calcio, urlando “ferma” quando arrivava un'auto o passava qualcuno? E quante volte abbiamo utilizzato le saracinesche dei negozi chiusi per tirare i rigori? O i fili dei panni nei cortili come rete della pallavolo? Potremmo dire che la fantasia dei ragazzi non ha limiti, trasfigura tutto in un gioco e meno male: come alcuni dormono ovunque, i giovani possono giocare dappertutto, e per una volta senza device elettronici, muovendosi davvero, incrociandosi, alzandosi in volo e stando all'aria aperta. Nulla di così sconvolgente, in fondo. Due palleggi, due placcaggi e la palla che vola verso un tabellone dove manca il canestro, che si può disegnare con la fantasia. Chi tocca il quadrato, segna.
Marano, il campetto nel degrado: ma la voglia di Sport accende la fantasia
Il canestro immaginario nel quale un gruppo di ragazzi di Marano lancia un pallone da basket, finendo, con un video ripreso da un balcone, su tutti i social, diventando virale e innescando un...










