«Il basket è l’unico sport che tende al cielo. Per questo è una rivoluzione per chi è abituato a guardare sempre a terra». Lo diceva Bill Russell, storico centro e poi coach dei Boston Celtics. Alzare la testa, saltare verso il cielo e fare canestro. È quello che vorrebbero fare i giovani maranesi. Peccato che loro il canestro non ce l’hanno. E giocano lo stesso. Con palla, passione e fantasia. Ma per andare oltre il video che ha commosso e indignato il popolo dei social bisogna andare sul posto. E scoprire che il canestro è solo una delle cose manca a quei giovani maranesi. In via Giordano Bruno, accanto ai due campetti - entrambi senza canestro - ci sarebbe una pista ciclabile.

Ma le erbacce l’hanno resa impraticabile. Attorno ci sono panchine rotte e incuria dilagante. All’ingresso di quella che è stata chiamata «piazza Libertà» (ma non cercatela su Maps perché è una definizione ufficiosa) c’era un bar. Oggi è un capanno abbandonato, alle sue spalle ci trova rifugio un senza fissa dimora. È in questo contesto che giocano i giovani maranesi diventati improvvisamente «famosi». «Questa piazza funzionava. Qui venivano tante famiglie, tantissimi ragazzi. Era un ritrovo per tutta quest’area residenziale», racconta don Rosario, parroco della chiesa Santissima Immacolata che è proprio di fronte al parchetto. «Oggi c’è un degrado totale. Speriamo che, anche grazie a questa attenzione mediatica, questo luogo possa tornare presto a rifiorire», aggiunge il parroco. La gara di solidareità Tra gli imprenditori è partita subito una gara di solidarietà. E pure l’ex presidente del Coni - oggi candidato alla guida della Figc - Giovanni Malagò si è messo in contatto, senza farne pubblicità, con la locale parrocchia per rendersi disponibile per dare un canestro ai giovani maranesi costretti a «giocare con l’immaginazione», come dice uno dei ragazzi che solitamente frequenta il campetto. E poche ore dopo arriva la nota ufficiale della Fip: «La Federazione Italiana Pallacanestro rende noto di aver avviato delle interlocuzioni con il Comune di Marano di Napoli per la donazione di due canestri da destinare al playground di Piazza Libera». Anche la Guerri Napoli Basket, intervenendo alla «Radiazza» su Radio Marte, si era resa disponibile a dare una mano per regalare il «ferro», come si chiama in gergo, ai giovani maranesi. E anche la Usb Spa, società proprietaria del portale Lumos.it, annuncia di essere disponibile a intervenire per il restauro del campetto, in linea con analoghe esperienze realizzate negli anni scorsi con il Napoli Basket e in particolare con la ristrutturazione di un playground nel quartiere di Chiaiano. A ben vedere, però, proprio in quell’area il progetto di riqualificazione già c’è e nei prossimi giorni dovrebbero partire anche i lavori. Ma di certo l’attenzione mediatica sarà d’aiuto affinché il progetto si realizzi. E la solidarietà diffusa potrebbe tornare utile per tanti campetti abbandonati, su tutto il territorio cittadino e dell’area metropolitana, di basket e non solo. Il progetto Già nelle scorse ore la commissione prefettizia che guida il Comune di Marano (nel settembre 2025 sciolto per infiltrazioni camorristiche, quinta volta che accade nel Comune alle porte di Napoli, a ricordare il contesto in cui ci muoviamo) ha fatto sapere di aver «impresso un’accelerazione ai previsti lavori di riqualificazione». La consegna alla ditta per la riqualificazione è prevista per mercoledì prossimo (10 giugno) e i lavori dovrebbero concludersi nel giro di novanta giorni. In campo ci sono 200mila euro stanziati da Città Metropolitana già a gennaio 2025 con una convenzione definita già con la passata amministrazione comunale. Le lavorazioni previste nel progetto prevedono, tra le altre cose, la riqualificazione dell’arredo urbano con l’installazione di panchine, tavoli da picnic, portabiciclette, scivoli e altalene per i bambini più piccoli e cestini porta rifiuti. Oltre, ovviamente, al rifacimento del campetto di basket e una nuova coppia di canestri. Ciò che si augura la comunità maranese è che il restauro di piazza Libertà sia il primo passo per la riqualificazione di altri spazi e aree verdi. A partire dal rilancio del parco Ciaurro, luogo simbolo di Marano, per il quale è stato avviato un percorso con la Sovrintendenza. Per finire con lo stadio comunale, abbandonato da circa dieci anni, per il quale oggi non si vede la luce in fondo al tunnel.