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In questi giorni c’è un silenzio assordante al bordo vasca della piscina comunale di Campagnano, a Cosenza. Dove un tempo riecheggiavano i tuffi, gli incoraggiamenti degli allenatori e i sogni di giovani promesse dello sport, ora resta soltanto amarezza.
I genitori degli atleti della società AQA di Montalto Uffugo, storica realtà del settore tuffi da cui sono emersi campioni come Giovanni Tocci e Francesco Porco, lanciano un grido di dolore e di denuncia per una situazione che sta cancellando anni di sacrifici, passione e speranze.La quotidianità e i sacrifici delle famiglie
Per questi ragazzi la piscina non era soltanto un luogo di allenamento. Era una seconda casa. Dal lunedì al sabato, ogni giorno, dalle 14:30 alle 17:30, affrontavano allenamenti durissimi con disciplina, dedizione e rinunce che pochi coetanei possono comprendere. Dietro ogni tuffo c’erano famiglie che organizzavano la propria vita attorno agli allenamenti, genitori che sostenevano economicamente e moralmente i propri figli, giovani atleti che coltivavano il sogno di diventare i campioni di domani.
Lo stop improvviso e il problema degli spazi acqua











