Il focus. 12 giugno 2026 alle 00:30Dagli allenamenti del Cagliari ai campi da beach soccer fantasma

Il Poetto da una parte, il parco di Molentargius dall’altra. Una posizione da togliere il fiato eppure, a vederlo oggi, l’ex centro sportivo dell’Ippodromo trasmette solo una profonda malinconia. C’erano i campi dove una volta si allenava il Cagliari, le partite delle giovanili rossoblù, gli spazi del beach soccer e i tornei internazionali. Oggi, invece, restano erba alta, strutture divorate dal tempo, spogliatoi fatiscenti e cancelli che si aprono soltanto in parte per l’unica attività sportiva sopravvissuta, il baseball.A pochi passi dal mare, in una delle aree più suggestive della città, il tempo sembra essersi fermato. La fotografia è quella di un impianto fantasma mentre il futuro resta appeso a una serie di nodi amministrativi e giuridici che da anni bloccano qualsiasi vera riqualificazione.

Il nodo burocratico

«Quella è una delle aree più belle di Cagliari e vederla in quelle condizioni è un dispiacere enorme», ammette Michele Boero, presidente della Commissione Sport in Consiglio comunale. Dietro il degrado visibile a occhio nudo si nasconde infatti una vicenda complessa: gli ex campi non appartengono al Comune, ma fanno parte del compendio immobiliare della Società Ippica sarda, in liquidazione da più di sette anni. All’Amministrazione quindi non resta che utilizzare gli spazi attraverso un comodato d’uso (per 17mila euro l’anno) destinato alle attività sportive, ma la scadenza dell’accordo fissata per il 2026 rende impossibile qualsiasi programmazione a lungo termine. «Essendo queste aree in comodato – spiega Boero – noi non possiamo al momento fare alcuna concessione, perché queste devono durare almeno cinque anni». Un dettaglio burocratico che pesa come un macigno: senza una disponibilità certa degli spazi per un periodo sufficientemente lungo, nessun soggetto privato sarebbe disposto a investire le ingenti risorse necessarie per riqualificare impianti e strutture.