Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i fratelli Snidar, arrestati lunedì nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bari sul riciclaggio nel settore delle videolottery. Alessandro Snidar detto «Snooker», 51 anni, di Bari (difeso dall’avvocato Bruno Vigilanti) e Massimiliano Snidar detto Massimo, 55 anni (avvocato Antonio La Scala), in cella nel carcere di Bari, sono comparsi davanti al gip Antonella Cafagna che ha firmato l’ordinanza con 23 misure cautelari. Antonio Snidar detto Antonello, 45 anni (difeso dal professor Vito Mormando), è nel carcere di Taranto ed è stato invece interrogato per rogatoria. Nessuno ha parlato, riservandosi di farsi interrogare dopo aver esaminato gli atti dell’inchiesta denominata «Indagine mercato».

Il procuratore Roberto Rossi e il pm Lanfranco Marazia, che coordinano gli accertamenti dei finanzieri del Gico di Bari, contestano a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità le ipotesi di associazione per delinquere finalizzata a riciclaggio, impiego di beni di provenienza illecita, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta, peculato, emissione di fatture false, falsificazione dei dati identificativi della clientela a fini antiriciclaggio con l’aggravante del metodo mafioso. Sono 116 gli indagati a fronte dei quali l’accusa aveva chiesto 62 misure in carcere e 7 ai domiciliari. Il gip ha disposto anche sequestri patrimoniali per 63 milioni di euro, oltre che quelli delle 13 sale gestite da società ritenute riconducibili alla famiglia Snidar: sono attualmente chiuse.