La passione di Alessandro Snidar per le scommesse sportive costa caro al barese Maurizio Viola, 50 anni, finito ai domiciliari con l’accusa di riciclaggio aggravato dal metodo mafioso. Stando al terzultimo dei 158 capi d’imputazione, Viola, titolare dell’omonimo bar con agenzia di scommesse di corso Sonnino nel cuore del quartiere Madonnella, dopo avere consentito a Snidar di effettuare giocate a credito di scommesse sportive, avrebbe accettato pagamenti in contanti, tramite riscossione di ticket delle sale slot, assegni bancari e circolari o bonifici, consapevole del fatto che fossero formalmente intestati a terze persone indicate dallo stesso Snidar che, però, ne risultava beneficiario. L’importo delle scommesse stimato dalla Finanza nel corso di diversi anni si aggira sul milione di euro. Secondo l’accusa Viola avrebbe ostacolato gli accertamenti sulla provenienza del denaro. Il giochino era più o meno questo: Viola «intestava le schedine vincenti (...) in favore dei nominativi forniti dallo stesso Snidar» i quali «incassavano le somme mediante accreditamenti dei rispettivi rapporti bancari per essere utilizzati per fini diversi, anche nell’interesse di Snidar Alessandro». Nei confronti di Viola è stato disposto anche un sequestro per equivalente di 635 mila euro.