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l'inchiesta
di Francesca Aglieri Rinella
10 Luglio 2026, 15:22
«Cominciammo a lavorare con questi spagnoli facendo carichi significativi. La merce che arrivava tutta a Torino e poi la smerciavamo. A Torino avevamo i nostri magazzini a Pescarito e da lì poi smerciavamo, sia in Puglia, sia a Catania, sia allo stadio perché Gino essendo ne "I Bravi Ragazzi" della curva (un gruppo ultrà della Juventus - ndr) aveva i contatti negli stadi».











