Si allarga la platea dei pentiti all’interno dell’ex direttivo della Curva Nord dell’Inter, smantellato nel settembre 2024 dalla Dda di Milano e dalla Procura nazionale antimafia. Dopo Andrea Beretta anche Marco Ferdico ha scelto di intraprendere un percorso di collaborazione con la giustizia. Il quarantenne ha già reso tre verbali davanti ai pm Paolo Storari, Stefano Ammendola e Giovanni Munafò e agli investigatori della Squadra mobile. Ferdico non avrebbe parlato solo delle vicende maturate per le gestione del tifo organizzato nerazzurro, a partire dall’omicidio di Vittorio Boiocchi e per il quale è a processo davanti alla Corte di Assise di Milano, e dell'alleanza stretta con Antonio Bellocco, l'erede dell'omonimo clan di 'ndrangheta di Rosarno. L’ex portavoce della Nord ha parlato anche dei “rivali” della Curva Sud Milano, gli ultrà del Milan, con cui vige un patto di non belligeranza dagli anni Ottanta. «Vorrei riferire un'altra circostanza attinente alla gestione dello stadio - ha dichiarato lo scorso 22 giugno. - Prima della finale Champion League Inter-Milan io, Bellocco (ucciso il 4 settembre 2024 da Andrea Beretta a Cernusco sul Naviglio, ndr) e Norrito siamo andati da Luca Lucci», leader della curva rossonera «al suo bar, nell'occasione era presente anche Cataldo», storico braccio destro di Lucci. «In questa occasione, com'è emerso anche dall'indagine, abbiamo stipulato un patto in virtù del quale chiunque fosse andato in finale avrebbe dato il 30% dell'incasso all'altro. Luca Lucci non ci rispose immediatamente in ordine alla bontà dell'offerta, in quanto doveva compulsare un’altra persona di cui al momento io non capì chi fosse». Ferdico continua il suo racconto: «Mandò Cataldo a consultare questa persona e quando Cataldo tornò disse che aveva avuto l'assenso, utilizzando l'espressione nei confronti di Antonio Bellocco "ti saluta il compare, dice che va bene, se non piove pioviggina", tutto ciò in dialetto calabrese. Io poi chiesi a Bellocco chi era la persona che Cataldo era andato a consultare e lui mi disse Sarino Trimboli». L’uomo in questione è Rosario Trimboli, pluripregiudicato calabrese con per narcotraffico condannato insieme a Lucci in due diverse occasioni per l’importazione in Lombardia di quintali di droga. «Posso anche affermare a questo punto che anche se Sarino Trimboli in qualche modo ha partecipato e ha dato l'okay per la suddivisione del denaro ricavato dalla finale di Champion, in occasione della finale Luca Lucci si è preso 130 mila euro in contanti e 20 mila euro in gadget, che poi lui avrebbe venduto in occasione della finale di Champion sul maxi schermo». Ferdico porta a conoscenza degli inquirenti anche di un incontro con Francesco Lucci, fratello di Luca e altri luogotenenti della Curva milanista, alla presentazione di un disco dei Club Dogo. «Io parlando con Francesco Lucci dissi che loro erano nessuno e lui altrettanto fece con me. Dissi che le persone che noi sdraiavamo non si rialzavano più (…) mentre loro, inteso i milanisti, sì. Ovvio era il riferimento a Boiocchi e al tentato omicidio Anghinelli», l’ultrà rossonero scampato miracolosamente a un agguato armato subito nell’aprile del 2019 in centro a Milano. «Andando avanti così Francesco Lucci mi disse che “I morti a cui mi riferivo erano solo quelli di cui io ero a conoscenza, ma degli altri non si sapeva assolutamente nulla” - riprende il filo del discorso Ferdico -. Continuammo a scherzare di queste vicende, poco dopo incontrai Luca Lucci il quale mi disse che aveva parlato con suo fratello che lo aveva portato a conoscenza del colloquio che avevamo avuto e molto seriamente mi disse che le persone serie non parlano in questo modo di queste cose. In pratica si era offeso». Ferdico racconta anche dei suoi rapporti con alcuni giocatori dell’Inter. In particolare Federico Dimarco e Hakan Calhanoglu: Faccio presente che Opi per conto di Dimarco si lamentava con me, in quanto Dimarco voleva un coro nuovo per lui: si lamentava che, mentre quello fatto a Calhanoglu era particolarmente bello, quello suo lo era meno, e lui non lo meritava in quanto era di Milano e giocava da tanti anni nell'Inter. Devo dire che ero in ottimi rapporti con Calhanoglu, con cui avevo progettato di andare a fare le vacanze insieme, ero andato da lui in Germania per vedere una partita Olanda-Turchia e lui mi ha pagato tutto, compreso l’albergo».
Marco Ferdico, capo ultrà dell’Inter: "Calhanoglu mi pagava l’hotel, Dimarco voleva cori più belli"
Inchiesta milanese, il capo della curva interista si pente: «Anche la Sud del Milan chiedeva permessi alla 'Ndrangheta»










