Dopo la svolta di Andrea Beretta, collabora con la giustizia anche il suo ex braccio destro. Dal patto economico per l'Euroderby ai regali dei calciatori nerazzurri: cosa emerge dai verbali

La penetrazione della ‘ndrangheta all’interno dello stadio di San Siro non si limitava alla curva dell’Inter, ma si estendeva direttamente anche a quella del Milan attraverso il clan dei Trimboli. È il nucleo centrale delle rivelazioni di Marco Ferdico, ex vicecapo della Curva Nord nerazzurra, che ha deciso di pentirsi e collaborare con i magistrati della Direzione distrettuale antimafia. Una decisione anticipata solo pochi giorni prima da una tesa dichiarazione resa spontaneamente in tribunale durante il processo per il delitto del vecchio leader del tifo Vittorio Boiocchi: «Ho fatto un’azione per Beretta e lo dico ora, Boiocchi aveva ragione. Non chiedo scusa alla famiglia Boiocchi perché non c’è scusa a quello che ho fatto. Io sono voluto venire qua in aula per metterci la faccia. Non voglio perdono».

Il patto tra tifoserie prima della semifinale di Champions

I primi verbali depositati nell’inchiesta svelano l’esistenza di accordi capaci di superare ogni storica rivalità calcistica in nome del profitto economico. In occasione del doppio confronto europeo del 2023 che avrebbe garantito l’accesso alla finale di Champions League, i vertici delle due tifoserie si riunirono per blindare e spartirsi i ricavi dei biglietti. Ferdico spiega ai pubblici ministeri: «Prima della finale di Champions League Inter-Milan (in realtà la semifinale 2023 che per definizione avrebbe lanciato in finale una delle due milanesi, ndr) io, Bellocco e Norrito siamo andati da Luca Lucci al suo bar, nell’occasione era presente anche Cataldo. In questa occasione abbiamo stipulato un patto in virtù del quale chiunque fosse andato in finale avrebbe dato il 30% dell’incasso all’altro».