Sconti nell’appello bis del processo Malapianta contro il clan Mannolo di San Leonardo di Cutro per racket sul turismo e narcotraffico.

CUTRO – Lievi sconti di pena nel processo d’appello bis scaturito dall’inchiesta che portò alle operazioni Malapianta e Infectio, con cui la Dda di Catanzaro inflisse un duro colpo al clan Mannolo di San Leonardo di Cutro. È ormai riconosciuta, col sigillo della Cassazione, l’operatività della cosca dedita al racket ai villaggi turistici e al narcotraffico. Riconosciuta anche l’organizzazione criminale finalizzata al narcotraffico. Ed è già divenuta definitiva, tra le altre, la pena di 30 anni di carcere per l’anziano boss Alfonso Mannolo, ritenuto al vertice dell’omonima consorteria mafiosa stanziata a San Leonardo di Cutro e proiettata nel Catanzarese e in Umbria.

Ma al vaglio della Corte d’Appello di Catanzaro, in diversa composizione, erano approdate le posizioni di diversi imputati le cui condanne erano state annullate con rinvio limitatamente ad alcune delle accuse. Ecco come la Corte presieduta da Antonio Battaglia, con due distinti provvedimenti, si è pronunciata sia nei confronti degli imputati che hanno scelto il rito ordinario che il rito abbreviato.