Potrebbe bastare un giorno per cambiare il corso del processo d’appello di Maestrale-Olimpo-Imperium, il maxi procedimento nato dall’inchiesta della Dda di Catanzaro sui clan del Vibonese. Prima ancora di entrare nel merito delle accuse, nell’aula bunker di via Paglia si è aperto un fronte processuale pesantissimo: secondo le difese, l’appello della Procura contro 35 imputati assolti o assolti parzialmente in primo grado sarebbe stato depositato fuori termine.
La questione è stata sollevata all’udienza del 27 maggio 2026 dagli avvocati Sergio Rotundo e Michelangelo Miceli, ai quali si sono poi associati gli altri difensori. Per i legali l’impugnazione del pm sarebbe arrivata il 31 marzo 2025, mentre il termine sarebbe scaduto il 30 marzo. Non solo: l’atto, secondo quanto sostenuto dalle difese, sarebbe stato depositato prima in forma cartacea, come risulterebbe dall’attestazione di cancelleria, e soltanto dopo per via telematica.
Ora la palla passa alla Corte d’Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Antonio Battaglia, con a latere Antonio Giglio e Carlo Fontanazza. I giudici si sono riservati. La decisione arriverà alla prossima udienza, fissata per il 29 giugno. Se l’eccezione venisse accolta, potrebbe incidere in modo decisivo sulla posizione degli imputati per i quali la Dda aveva chiesto di ribaltare il verdetto di primo grado.













