“Dopo Andrea Beretta e Marco Ferdico, ora potrebbe toccare a Pietro Andrea Simoncini”. È l’ipotesi avanzata da Klaus Davi, secondo il quale negli ambienti di Soriano Calabro e Vibo Valentia circolerebbero indiscrezioni su una possibile scelta collaborativa dell’uomo accusato, insieme a Daniel D’Alessandro, dell’omicidio di Vittorio Boiocchi, avvenuto il 29 ottobre 2022. “Si tratta di voci che, allo stato, non risultano confermate dall’autorità giudiziaria”, precisa Davi, che negli ultimi due anni si è recato più volte nelle Preserre vibonesi per approfondire i possibili collegamenti territoriali emersi attorno all’inchiesta sull’uccisione dell’ex capo ultrà della Curva Nord dell’Inter.
La visita nelle Preserre vibonesi
Nel marzo del 2025 Davi si era recato ad Ariola, frazione ai piedi delle Serre calabresi, raggiungendo l’abitazione di Gaetano Emanuele, figura coinvolta in passato in vicende giudiziarie riguardanti la criminalità organizzata locale. Secondo la ricostruzione del giornalista, l’obiettivo era verificare se negli ambienti delle Preserre vi fosse una conoscenza preventiva o successiva dei fatti relativi all’omicidio Boiocchi. La figlia di Emanuele, Marianna, avvocata totalmente estranea a qualsiasi contesto criminale, in un’intervista rilasciata a Davi nell’aprile del 2025 aveva escluso ogni coinvolgimento della propria famiglia nella vicenda.









