Pubblicato il: 19/07/2026 – 10:32
di Giorgio Curcio
MILANO La Curva Nord da prendere, ma soprattutto da proteggere. Nel racconto di Marco Ferdico, dopo l’omicidio di Vittorio Boiocchi la ricerca di una copertura calabrese diventa una partita parallela, giocata su più tavoli. Da una parte Giuseppe Idà e Vincenzo Monardo. Dall’altra il barbiere Salvatore Nucera. In mezzo, il nome di Antonio Morabito, il viaggio alle Capannelle di Marina di Gioiosa con Antonio Bellocco e una frase che fotografa l’incertezza di quella fase: «Io lì ho tenuto un po’ il piede in due scarpe».
La ricerca della copertura
Nel verbale dell’interrogatorio reso il 22 giugno davanti ai pm Paolo Storari, Stefano Ammendola e Giovanni Musarò, Ferdico torna sul problema del “dopo Boiocchi”. Il timore, racconta, era che lui e gli altri non sarebbero stati in grado di tenere la Curva Nord senza protezioni esterne. «Io avevo il timore, il grosso timore che noi ammazzando Boiocchi, che poi s’è rivelato giusto, non saremmo stati in grado di prendere la Curva Nord», dice il collaboratore. Una preoccupazione che, secondo il suo racconto, lo avrebbe portato a sondare più soggetti. Tra questi anche Nucera, indicato come il barbiere a cui sarebbe stata chiesta una futura protezione.







